PRESENTAZIONE

Castelbianco è un grazioso paese dell’entroterra ligure, alle spalle di Albenga, dove si sente ancora il profumo di mare!! Esso offre innumerevoli possibilità di svago e divertimento in tutti i periodi dell’anno. Fiorito e profumato in primavera, verde e rilassante in estate, variopinto e nostalgico d’autunno, tranquillo in inverno, è la meta ideale per chi vuole riscoprire le bellezze della natura e il posto giusto per chi vuole trascorrere giornate indimenticabili all’insegna dello sport, del trekking del free climbing e di tante altre attività all’aria aperta. Il calendario delle manifestazioni, organizzate dalla Pro Loco, Comune e Associazione Colletta rende il soggiorno ancora più piacevole, spaziando dalla musica, alle danze, al folklore, allo spettacolo e alle gare sportive.

CENNI STORICI

Il nome del Comune deriva dal castello che sorgeva sopra un’altura dominante gran parte della vallata, dalla quale era possibile scorgere ogni tentativo d’invasione nemica. Oggi sono ancora visibili due tratti di mura a secco, con pietre squadrate negli angoli e la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana. 
Il castello e il paese erano un antico possedimento dei Marchesi Clavesana prima della conquista da parte degli Ingauni nel 1270. Questi ultimi lo governarono fino al 1288, poi lo cedettero come feudo ai Marchesi Del Carretto. 
Nel 1397 Castelbianco entrò a far parte dei possedimenti del ramo dei marchesi del Carretto di Zuccarello,staccatesi da Finale. 
Nel 1588 Carlo Emanuele I tentò di farlo proprio, ma non vi riescì perché incontrò l’opposizione della Repubblica di Genova la quale nel 1624 acquistò una gran parte del territorio. L’anno successivo il Marchesato fu occupato dalle truppe franco- piemontesi. 
Nel 1795 avvenne l’invasione francese e la battaglia di Loano. 
Dal 1861, con l’unita’ d’ Italia, il territorio fu inserito nella provincia di Genova, fino al 1927, anno in cui entrò a far parte della nuova provincia di Savona.

DESCRIZIONE DEL PAESAGGIO

Castelbianco, a 300 mt. s.l.m., è il primo comune che si incontra imboccando la Val Pennavaire. 
Nel corso dei secoli si sono sviluppate, a mezza costa, quattro frazioni di case in pietra, con le finestre ornate da caratteristiche cornici bianche: Vesallo, Veravo, Oresine, Colletta. Dopo la costruzione della Strada Provinciale 14, che ha collegato la Liguria con il Piemonte, si è verificato un incremento degli insediamenti abitativi nel fondo valle. 
L’economia del paese è basata prevalentemente sull’agricoltura: i terrazzamenti sono coltivati a: 

  1. ulivi, prevalentemente, di qualità “Taggiasche e Pignole” dai quali si ricava uno squisito olio extra vergine;
  2.  ciliegie nelle loro varietà autoctone “Cantui Giancai e Cantui Negrai” consumate preferibilmente fresche e distribuite sui mercati della costa;
  3. ortaggi (pomodori cuore di bue, zucchine trombette etc). Da alcuni anni a questa parte, ha avuto un grande incremento la coltivazione di piante aromatiche in vaso. Le coltivazioni in genere cercano di utilizzare metodi prevalentemente naturali, limitando il più possibile l’uso di pesticidi e di veleni chimici che col tempo danneggiano irreparabilmente le piante e la qualità dei frutti oltre che la salute delle persone.

Il fondovalle con il suo fiume è stato utilizzato per lo sfruttamento dell’energia idraulica, in esso sono stati costruiti mulini, frantoi e martinetti.
Nella parte destra del Pennavaire vi sono strade interpoderali che consentono i collegamenti con le altre valli, attraversano il meraviglioso paesaggio, che a scalare passa dalla macchia mediterranea al bosco di latifoglie dal quale emergono gli imponenti dirupi calcarei del Monte Nero (mt 981) e del Peso Grande (mt 1094). 
I sentieri che anticamente servivano da comunicazione con le varie frazioni sono stati puliti e riutilizzati con lo scopo di far riscoprire il patrimonio ambientale di questo piccolo paese, immerso nel verde della collina, e circondato da montagne che richiamano il paesaggio trentino. Percorrendo questi sentieri è anche possibile raggiungere in quota il percorso dell’ Alta Via dei monti liguri. 
Molti ponti, alcuni d’origine romanica, sono stati riaperti per favorire l’accesso anche nelle zone più difficili, sia per lavorare i terreni sia per permettere ai turisti di fare delle sane passeggiate.

Percorrendo la strada comunale che da fondo valle porta alle frazioni si incontrano nell’ordine:

  • Vesallo dove spicca la cappella dell’Annunziata, di epoca barocca, sovrastata da due tipici campanili culminanti con caratteristici bulbi a cipolla. Inserita negli edifici storici della Regione Liguria. 
  • Veravo, capoluogo,sede del municipio, dove sorge la Chiesa parrocchiale dell’Assunta (sec. XVII) che domina la vallata. 
  • Oresine, la frazione più riservata, situata ai piedi del monte «Lapeu», un polmone verde composto da castagneti e boschi. 
  • Colletta, splendido esempio di borgo medioevale, oggi famosa a livello internazionale come “Primo Borgo Telematico Italiano”.

Questa frazione infatti fino agli anni 70 era un “villaggio fantasma” completamente disabitato in seguito al terremoto del 1887. 
Intorno al 1980 un gruppo di imprenditori “scopre” questo fazzoletto di case arroccate su questa piccola collina (che per fortuna non avevano subito alcuna contaminazione con l’edilizia moderna) e decidono di riportare il tutto agli antichi splendori. 
Con la preziosa collaborazione del compianto Arch. Giancarlo De Carlo (già noto per la cittadella di Urbino e altre realizzazioni famose) si dà il via ad un piano di recupero di tutti i volumi esistenti. Esternamente si sono effettuati interventi nel rigoroso rispetto dei materiali originali e delle antiche architetture, ma al tempo stesso, all’interno delle abitazioni si sono installate le più sofisticate infrastrutture tecnologiche per consentire agli abitanti di usufruire della più ampia gamma di risorse di telecomunicazione così da godere della pace offerta dal villaggio mantenendo contatti a distanza con l'ambiente di lavoro ed in generale con le risorse informative disponibili in tutto il mondo. 
Nel 2008 questo prezioso lavoro di recupero ha permesso altresì al paese di essere inserito a pieno titolo nell’elenco dei “Borghi più belli d’Italia”

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